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GLI STUDENTI E LE STUDENTESSE APRONO SPAZI E L’UNIVERSITA’ LI CHIUDE

Qualche considerazione sulla giornata appena trascorsa a seguito dello sgombero de La Huelga

Questa mattina l’aula occupata in via Berti Pichat 6, La Huelga, la casa dello sciopero e delle lotte, ad una settimana dalla sua riapertura e restituzione alla comunità studentesca è stata chiusa dall’università, che nella più totale tranquillità afferma che spazi per gli studenti non ce ne sono.

La Huelga vuole essere un punto di riferimento per quant* vogliono riunirsi, autorganizzarsi e mettersi in gioco per attuare pratiche di lotta. Vuole essere il luogo in cui interrogarsi insieme su quali possono essere le pratiche per costruire gli scioperi. Vuole essere il luogo in cui si trovano risposte collettive, attraverso la riappropriazione e l’aggregazione.
Queste pratiche, essendo cortocircuiti, mettono in crisi le capillarità del sistema capitalista che pretende di essere ovunque, anche dentro di noi.
Sappiamo che riappropriarsi dei luoghi che dovrebbero già essere di tutt* è uno dei modi per riappropriarsi anche di noi stess* e ritornare ad essere padroni del nostro presente, che sempre di più sembra sfuggirci.

Il presidio contro la chiusura dell’aula occupata e contro la mancanza di spazi autogestiti dagli studenti ha preso vita spostandosi sui viali di Bologna e praticando blocchi selvaggi, immobilizzando il traffico cittadino per circa un’ora. Abbiamo creato disagi alla circolazione perché in un mondo fatto di velocità e produttività è questo uno dei modi di farsi ascoltare, di rallentare, di guardarsi in faccia, di riconoscersi.
Come ogni sciopero che si rispetti deve creare disagi per far sentire la voce della propria protesta, così il blocco dei viali e la successiva occupazione del rettorato ci hanno permesso di attirare l’attenzione della governance universitaria.

Siamo stati così finalmente ricevuti dal Prorettore vicario Degli Esposti. L’incontro si è risolto con la promessa che l’università interverrà sulla questione. Ad ogni modo conosciamo bene questo tipo di promesse aleatorie, destinate a perdersi nel loro mare di burocrazia.
Continueremo con le nostre iniziative e le nostre pratiche.

Rilanciamo questo il percorso di occupazione e autogestione a partire dalla due giorni ” La Huelga continua! 2 giorni di ecologia politica e autogestione “, in programma per questo giovedì e venerdì in via Zamboni.
Proseguiremo con un calendario fitto di iniziative fino a quando la nostra istanza sugli spazi in università non verrà recepita.

We are unstoppable, another world is possible!

Il presidio dai cancelli di Berti Pichat si sposta sul viale per bloccarlo!Se non ci vogliono ascoltare li costringeremo a farlo!HASTA LA HUELGA

Pubblicato da Until the Revolution su Martedì 3 dicembre 2019
Il video della giornata

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Non è con la chiusura di strade e piazze che si contrasta la diffusione di Covid-19, ma anzi, a fronte di questa crisi pandemica, diviene ancora più necessaria l'apertura di ulteriori spazi in cui potersi ritrovare salvaguardandosi!

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