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“Le vedi le sbarre? Le vedi? Mi vedi? “

“Un monologo dalla parola forsennata, che nasce dai muri della metropoli e si fonde in una serata di musica, arte e teatro”

Venerdì scorso in aula 3 al 38 occupato queste parole hanno squarciato abilmente un muro di silenzio. Il silenzio e l’opacità che attanaglia molte vite, esistenze che con fatica esulano dal mondo della precarietà, generazioni di giovani e meno giovani accomunati da un grido, che chiedono a gran voce di essere riconosciuti, di valere qualcosa.

Il monologo del Fulcro, progetto culturale nato nello studentato del De Lollis Underground di Roma, ci ricorda quanto sia difficile barcamenarsi tra il sistema della valutazione lavorativa e il mondo del social network, e di come viviamo la contraddizione di sentirci al suo interno, ogni giorno più immersi e al tempo stesso terribilmente più soli. Insieme al fulcro e grazie al suo monologo teatrale abbiamo compreso come insieme possiamo uscire da questo tepore e riprenderci degli spazi, a partire da quelli universitari, per condividere socialità, andare oltre il ricatto lavorativo e generazionale.

Scegli me è il tarlo punzecchiante che gratta in quell’attimo poco prima di dormire, è lo stridio dei treni. È l’urlo.

Un curriculum senza nome.
Un grido di speranza.
Scegli Me.

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