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RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di uno studente di sociologia sulla situazione attuale che stiamo vivendo

“Credo che il periodo in cui stiamo vivendo, così instabile, piatto, precario, così in bilico tra un tempo sempre più sgretolato e uniforme e relazioni sociali sempre più deumanizzate, sia la massima espressione del nichilismo moderno profetizzato da Nietzsche in “Così parló Zarathustra”.

Un tempo, quello del presente, sempre più pesante, quantificato, mercificato, velocizzato, sfruttato, così come ogni esistenza, ogni corpo o territorio in questa Terra.

Ed ora, con questa crisi globale, cosa ci lascerete?
Un tempo sospeso, verso un futuro indecifrabile ed imprevedibile che, soprattutto per noi giovani, rimane oscuro e minaccioso.

Ci avete costretti ed abituati alla competizione sfrenata verso il profitto, per poter avere un futuro migliore, ci avete per questo messo gli uni contro gli altri, rendendoci egoisti, individualisti, menefreghisti, insensibili alle sofferenze e alle ingiustizie.
Ci avete educato al rispetto delle vostre regole, dei vostri canoni, della vostra cultura così tanto da non poterci rendere nemmeno più conto della gabbia di illusioni che ci avete costruito intorno.
Ci avete promesso il progresso, la felicità, un futuro migliore, non accorgendovi, invece, di star distruggendo tutto.
Ci avete confuso e bendati per renderci schiavi del vostro gioco, del vostro sistema, facendoci interiorizzare tutto cosicché ci autonormassimo, ci autoregolassimo rendondoci docili ed obbedienti.
Avete reso i fili che ci legano invisibili, comodi, promettendoci stabilità, comfort, sicurezza mentre intanto sotto di noi stavate scavando una voragine.
State solo annientando la nostra creatività, la nostra pazzia, i nostri desideri, i nostri sogni, per cosa? Per i vostri interessi, gli interessi di pochi, che sfruttano uomini e donne, bambin* e risorse del pianeta.

Vi prego, non interiorizziamo e normalizziamo questa “normalità”, perché non è affatto normale.
Non dobbiamo voler tornare alla “normalità” perché era proprio questa il problema.

Fino a quando non capiremo che il sistema che abbiamo costruito si riproduce grazie all’ingiustizia, alla disuguaglianza sociale ed economica, alla sopraffazione, allo sfruttamento, alla subalternità, saremo solamente un treno che corre verso l’oblio e l’estinzione.

Io spero vivamente che questo periodo faccia riflettere tutti e tutte riguardo i problemi strutturali della nostra società. Spero che da qui nasca una presa di coscienza collettiva, soprattutto in noi giovani. Una rabbia resistente, una voglia di riscatto e di lotta per assicurarci un mondo migliore, più giusto, più uguale e rispettoso.
Un mondo comunità, unito nella solidarietà, nel mutuo appoggio, nella pace, nel rispetto di tutt*.
Un mondo più ecosostenibile e pulito, un mondo senza padroni e sfruttatori, senza razze, senza confini.

Iniziamo a sognare ed immaginare un mondo anticapitalista, antirazzista ed antisessista. Un mondo ecosostenibile, ecosolidale, un mondo inclusivo che non discrimina, che non divide, che non sfrutta e non crei disuguaglianze. Un mondo pacifico senza violenza, un mondo libero ed aperto.
Un mondo antifascista.
Perché sì, per noi il fascismo, e ce lo insegna la storia, è ogni volta che c’è violenza, sopraffazione dei diritti e delle esistenze, ogni volta che c’è classismo sociale ed economico. Il fascismo crea disuguaglianze, divide “noi” da “loro” in nome di una presunta gerarchia. Quella gerarchia di potere che poi si ritrova in ogni forma di sfruttamento, che sia sui corpi di ognun* di noi o sui territori in cui viviamo. Fascismo è l’ordine a scapito della libertà e dei diritti, fascismo è stato di polizia che difende il potere dominante da qualsiasi altra forma di dissenso.
Fascismo è la violenza contro chi sogna un mondo diverso. Fascismo è distruzione.

Ma noi non dobbiamo voler distruggere, ma dovremmo voler costruire e creare.

Per Nietzsche il nichilismo è il periodo in cui i valori supremi si svalutano. È il periodo della morte di Dio, ovvero della morte degli ideali, delle norme, dei principi che fino a quel momento hanno guidato l’uomo nella sua esistenza.

Ecco io spero e credo che questa crisi possa velocizzare questo processo di svalutazione e rivalutazione dei valori.
Ma sta soprattutto a noi intervenire per poter ricostruire.
Ed è proprio qui ed adesso che dobbiamo lottare ed agire, perché saranno le idee che costruiremo e metteremo in circolo in questa fase che andranno poi ad essere i valori fondanti del futuro. Il nostro futuro.
Dipende soltanto da noi, dalla nostra immaginazione di un mondo migliore…
Come diceva Platone e dopo di lui Deleuze: il desiderio è potenzialmente rivoluzionario perché cerca ciò che non si vede.

Ecco, coltiviamo in noi questo desiderio ribelle, questa consapevolezza.
Non lamentiamoci e basta, schieriamoci, parteggiamo e lottiamo affinché un altro mondo sia realmente possibile.
Dipende solo da noi.”

Vignetta di (Z)ZeroCalcare

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