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Obscene Talks – PORNCAST ep.2 – Collettivo Inside Porn

Inside Porn

Ecco il porncast:

Per chi legge, segue la trascrizione:

  • Secondo voi il porno convenzionale è davvero rappresentativo della moltitudine di soggetti che ne compongono il pubblico?

(MariaG) La risposta in realtà è no, ma quanto non lo fa nemmeno la pornografia alternativa: la pornografia che tu definisci convenzionale, che invece noi spesso chiamiamo mainstream, rappresenta delle sessualità, rappresenta degli immaginari sessuali. Essi sono più o meno condivisibili, più o meno stratificati: molto dell’immaginario è la consapevolezza che uno ci mette, di fatto. La domanda giusta non è tanto se una pornografia o un’altra siano abbastanza contenitore di tutte le sessualità, perché il porno in quanto tale rappresenta tutte le sessualità, di fatto, finché ci sarà qualcuno che le pensa, ci sarà, appunto, una sua rappresentazione. Quello che dovremmo forse chiederci è perché un immaginario sia più facile da reperire rispetto a un altro. Riprendendo il discorso di prima riguardo al perché facciamo le nostre magiche serate, è perché altrimenti non lo vedi il porno alternativo: o vai a festival o non lo vedi, ha un circuito completamente diverso, su Pornhub hai difficoltà a trovare non tanto un video porno, per esempio, gay o lesbo… quelli li trovi ma caricati di un immaginario che non è esattamente quello che a te piace.

Noi però, ci tengo a sottolinearlo, non tendiamo a criminalizzare il porno mainstream né chi si eccita con il porno mainstream: la base generale non è cambiare quello che viene prodotto ma cambiare il processo con cui viene prodotto (una pornografia che sfrutta chi la produce sicuramente è errata e da criminalizzare in principio, la pornografia deve essere etica) e i contenuti veicolati. Bisogna sempre ricordarsi che comunque è finzione, è un prodotto filmico: anche il prodotto più estetico e più carico di struttura interna, è comunque un prodotto di finzione con dietro delle persone che stavano riprendendo sempre, non è la realtà, è un prodotto culturale, fatto dall’uomo, e quindi non può avere un’attinenza con la realtà ma solo con la fantasia e l’immaginazione. Siamo persone adulte ed il bello è proprio giocare con questi elementi qui.

(Giulia) Secondo me non ci può essere una discriminazione di ciò che ci piace: molto spesso una delle critiche femministe al porno, che io, e lo dico in maniera esplicita, non avallo, è che il porno mostri un’immagine degradante della donna, che il porno discrimini la donna pesantemente e che quindi in un certo senso si possa essere considerat_ meno femminist_ se ci piace un certo genere di porno o se ci piacciono determinate pratiche. Io non credo però di essere meno femminista se mi piace essere sottomessa sessualmente, ad esempio: non è quello che mi piace e che mi eccita che fa di me una persona più o meno morale o più o meno politica, questo riguarda solamente come io mi rapporto e mi relaziono nell’intersoggettività del mondo. Se a me, nel privato, piace che mi prendano a schiaffi il culo questo non significa che avallo la violenza sulle donne!

(Arianna) La sessualità è soggettività e quindi non è possibile determinare un giusto e uno sbagliato, ovviamente parlando sempre di gusti e non di processi etici e produttivi: nel momento in cui c’è un processo produttivo che sfrutta le persone allora sì che si può parlare di giusto o sbagliato, ma nel momento in cui si parla di sessualità, nella maggior parte dei casi (senza arrivare ai casi limite di violenza sessuale o di rapporti non consensuali) si tratta sempre di un discorso che non può dividersi in una pornografia necessariamente cattiva e una pornografia necessariamente buona. (Giulia) Come dice Arianna secondo noi il limite è il consenso: ogni cosa è lecita entro il limite per il quale entrambe le persone (o più di entrambe, non ci limitiamo al sesso a due o a uno ma anche un possibile sesso di gruppo) o tutte le persone coinvolte sono consapevoli, sono consenzienti e soprattutto possono prestare il proprio consenso, quando non c’è un abuso di potere. Qualsiasi cosa è lecita: a me può piacere anche farmi massacrare, però io sono consapevole di quello che sto facendo, sono consapevole della persona con cui lo sto facendo, sto dando il mio consenso all’altra persona che deve rispettare quelli che sono i miei limiti. Questo è fondamentale. Nel momento in cui mi vedo prevaricare un consenso o non considerarlo il discorso non riguarda più la sessualità ma si tratta di una molestia o un abuso, sia in ambito pornografico che in ambito di sessualità “privata”.

Collettivo Inside Porn :

“E’ un progetto culturale nato a Bologna e attivo dal 2016.
Vogliamo intendere il porno non come mezzo di categorizzazione, quindi di ghettizzazione, delle sessualità, ma come strumento di rappresentazione e inclusione: di accettazione delle identità e dei diversi modi di vivere il sesso.
Come? Organizzando incontri che attraverso la fruizione dell’oggetto pornografico – video, immagine o performance – favoriscano la nascita di spazi di condivisione dove poter parlare della sessualità, esplorandone forme ed espressioni, senza temere il canonico giudizio dell’altro e della società. Ciò che cerchiamo è una rivendicazione collettiva del ruolo centrale che la sessualità ha nelle nostre vite e nel rapporto con gli altri, partendo dalla possibilità di godere di diversi immaginari erotici e pornografici.
Ecco cosa prevede la nostra porno stagione 2019/2020:
LUNEDì PORNO AL CINEMA EUROPA
Un’eccitante occasione per assistere alla proiezione di un porno sul grande schermo, un
metodo di fruizione antitetico alla classica visione privata e domestica.
CE L’HO PORNO
Una rassegna di cortometraggi porno d’autore inserita in un contesto di conversazione e
dibattito con chi il porno lo crea e lo distribuisce.
SONORIZZAZIONI
La fusione di due diversi linguaggi, visivo e sonoro, attraverso la musicalizzazione dal vivo di
porno vintage.
PERFORMANCE
La possibilità di assistere a una drammatizzazione dell’atto sessuale, senza che questo sia
filtrato attraverso un supporto mediatico.

Le ricercatrici:
MARIA GIULIA GIULIANELLI, GIULIA MOSCATELLI & ARIANNA QUAGLIOTTO “

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