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Obscene Talk – PORNCAST ep.3 – Collettivo Inside Porn

Inside Porn

Ecco il porncast:

Parte 1
Parte 2

Per chi legge, segue la trascrizione:

Ci piacerebbe sapere, come collettivo, quale obiettivo vi ponete.

(Giulia) Un po’ lo abbiamo già accennato nelle altre risposte, a noi interessa creare degli spazi sicuri in cui possiamo liberamente parlare di sessualità. Ad oggi, lo facciamo anticipando queste discussioni e questi liberi discorsi con delle proiezioni video, anche, come dicevamo prima, per sbloccare il nostro pubblico in modo che si senta più a suo agio (dopo aver visto un video porno su uno schermo di dieci metri è più facile dire cosa piace). Questo è il nostro scopo, favorire un libero discorso. Questo ci sta anche riuscendo, a me capita molto più spesso che le persone si sentano assolutamente libere (non solo ai nostri eventi, anche in un locale se vado a ballare): è capitato con un’amica di Arianna che io ho conosciuto solo in quel momento e lei ha iniziato a parlarmi, sapendo che facevo parte di Inside Porn, di quelli che erano i suoi gusti sessuali e di che cosa succedeva quando guardava i porno. Questo in un certo senso non sarebbe mai successo prima di creare Inside Porn e a me piace molto il fatto che succeda!

(Arianna) Anche a me questa cosa succede spesso! Da quando ho iniziato ad interessarmi di pornografia e di sessualità, dai primi anni di università sostanzialmente (io ho un background abbastanza “repressivo”, ho una famiglia molto cattolica per cui non ho avuto modo da giovane di parlare liberamente, anche con i miei amici, di questi aspetti): quando, con l’università, ho iniziato a fare tutta una serie di riflessioni, anche su me stessa, ho cominciato ad essere molto più aperta e mi sono resa conto che aprendomi alle altre persone, anche le altre persone hanno iniziato ad aprirsi a me. Io parlo molto spesso di sesso e di sessualità con persone che conosco poco o che non mi sembrano delle persone che si aprono così tanto su queste tematiche con gli altri… e questa è una cosa che mi fa super piacere, è uno degli obiettivi che ho raggiunto.

Un altro dei nostri obiettivi, oltre a riuscire a creare una comunità che sia appunto come quella che abbiamo adesso (giovani ma anche persone di tutte le età che vengono ai nostri eventi) è riuscire a portare agli occhi delle istituzioni quanto in realtà parlare di pornografia e di sessualità, soprattutto attraverso la pornografia, sia importante. Pensiamo che questo sia fondamentale e cambi anche la mentalità secondo cui il porno deve essere osceno e non mostrabile. Per noi che lavoriamo tutte nel cinema vedere bandi ministeriali che non danno i fondi per produrre materiali che siano pornografici e che “inneggino alla violenza e al razzismo” (come se pornografia, violenza e razzismo fossero la stessa cosa), che non danno dei soldi per produrre pornografia (di conseguenza abbassando anche il livello dei prodotti) perché non è riconosciuto un vero valore culturale nel prodotto pornografico, è spiacevole. Questo è un obiettivo che io mi pongo, spero che prima o poi la nostra attività faccia capire alle istituzioni quanto è importante parlare di sessualità attraverso il porno.

(MariaG) Io aggiungo solo una cosa, che è un po’ un preambolo di quello che diceva ora Arianna, cioè la necessità avere la forza sufficiente a portare a galla tutto un certo tipo di discorsi a livello pubblico: è necessario fare più rete possibile con tutte le realtà che si occupano di questo. Noi siamo qui a chiacchierare in questo momento proprio per questo, tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora è stato questo: significa anche creare dei rapporti con delle persone che hanno i tuoi stessi intenti ma si trovano in un’altra città, con delle realtà diverse da affrontare. Ad esempio, a Bologna, c’è una maggiore facilità nell’organizzare determinati eventi è una cosa da sfruttare: condividere degli spazi con altre realtà è quello che ha reso vincente fino ad ora il propagarsi di tutto questo discorso.

All’inizio abbiamo creato una rete con i produttori di pornografia e i performer di pornografia: nell’ultimo anno stiamo cercando invece di allargarci ad una rete che coinvolga le persone che divulgano contenuti inerenti alla sessualità in diversi modi possibili. Abbiamo avuto a che fare con attivist_, blogger, sessuolog_, ostetriche, ginecolog_, giornalist_, e questo si vede anche dai nostri eventi! Per esempio nella festa che abbiamo organizzato di finanziamento alla prima edizione del “Ce l’ho corto” Film Festival avevamo ospiti le due blogger di Le sex en rose, avevamo Frisson, che è una rivista nuova, molto giovane e molto frizzante che parla di sessualità a 360°, avevamo un fotografo bolognese, dei visual porno bellissimi… Insomma, cerchiamo di costruire una rete. Credo che questo stia dando dei frutti, per esempio dalla rete che abbiamo creato ormai da tre anni con Ce l’ho corto, per la presentazione del festival noi abbiamo presentato le tre giornate in Comune, urlando “porno” ogni tre parole! Eravamo in una saletta del comune con una classica conferenza stampa a dire “Abbiamo una sezione off che tratta di porno”: un po’ ci guardavano shoccati, poi quando sentivano un discorso culturale sulla pornografia si sollevava dell’interesse. Per noi avere sul cartellone del festival il nostro logo e contemporaneamente anche il logo del Comune non è poco, soprattutto per un festival che si occupa anche di porno…

(Arianna) Questa è stata una delle più grandi soddisfazioni da quando abbiamo aperto il collettivo. Quella e anche finire su uno dei siti istituzionali della Regione come sezione off del Festival!

(Giulia) Devo dire che questo lavoro ci sta regalando molte soddisfazioni: eravamo già partite da un contesto istituzionale, l’università, e quindi da subito siamo riuscite un po’ a muoverci insieme alle istituzioni, e sempre di più riusciamo a creare collegamenti, non solo con le altre realtà che si occupano di porno, ma anche con le realtà istituzionali o di stampa (abbiamo avuto un’ottima rassegna stampa per lo scorso festival, uscendo anche sul nazionale, cosa non scontata se si parla di pornografia – tendenzialmente i giornali vanno avanti con le campagne pubblicitarie e di solito chi fa le inserzioni non ha piacere che accanto ci sia un’articolo sul porno). È importante per noi riuscire ad entrare anche in questi contesti, meno di “guerrilla” e più “canonici”.

Collettivo Inside Porn :

“E’ un progetto culturale nato a Bologna e attivo dal 2016.
Vogliamo intendere il porno non come mezzo di categorizzazione, quindi di ghettizzazione, delle sessualità, ma come strumento di rappresentazione e inclusione: di accettazione delle identità e dei diversi modi di vivere il sesso.
Come? Organizzando incontri che attraverso la fruizione dell’oggetto pornografico – video, immagine o performance – favoriscano la nascita di spazi di condivisione dove poter parlare della sessualità, esplorandone forme ed espressioni, senza temere il canonico giudizio dell’altro e della società. Ciò che cerchiamo è una rivendicazione collettiva del ruolo centrale che la sessualità ha nelle nostre vite e nel rapporto con gli altri, partendo dalla possibilità di godere di diversi immaginari erotici e pornografici.

Ecco cosa prevede la nostra porno stagione 2019/2020:
LUNEDì PORNO AL CINEMA EUROPA
Un’eccitante occasione per assistere alla proiezione di un porno sul grande schermo, un
metodo di fruizione antitetico alla classica visione privata e domestica.
CE L’HO PORNO
Una rassegna di cortometraggi porno d’autore inserita in un contesto di conversazione e
dibattito con chi il porno lo crea e lo distribuisce.
SONORIZZAZIONI
La fusione di due diversi linguaggi, visivo e sonoro, attraverso la musicalizzazione dal vivo di
porno vintage.
PERFORMANCE
La possibilità di assistere a una drammatizzazione dell’atto sessuale, senza che questo sia
filtrato attraverso un supporto mediatico.

Le ricercatrici:
MARIA GIULIA GIULIANELLI, GIULIA MOSCATELLI & ARIANNA QUAGLIOTTO “

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