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Sanzionate Er.go e Unibo: pretendiamo soluzioni concrete!

Stamattina 28 maggio abbiamo deciso di denunciare dal vivo l’avidità di Unibo ed Er-go, sanzionando la sede dell’ente regionale e la sede del rettorato. Abbiamo avvolto il rettorato di nastro bianco e rosso a simboleggiare il divieto di accesso ai problemi di studenti e studentesse. Siamo infatti alla vigilia della scadenza per il pagamento della terza rata di tasse universitarie, tasse che moltissimi fra studenti e studentesse ora non si possono più permettere.

E’ già passato un mese da quando, come studentesse e studenti dell’Università di Bologna, abbiamo deciso di racchiudere in un documento tutte le rivendicazioni accademiche secondo noi indispensabili per fronteggiare realmente questo presente di crisi. 
In molti momenti durante la quarantena è emersa la necessità di riunirci (inevitabilmente in forma online) per collettivizzare le nostre esistenze individuali, i nostri disagi e i nostri desideri. Abbiamo avuto modo di riscoprire nelle vite altrui i medesimi bisogni che ci si pongono davanti quotidianamente, e attorno a questi ultimi abbiamo scritto una mail indirizzata a tutti i canali dell’amministrazione universitaria. Ad oggi, però, non siamo ancora stati degnati di alcuna risposta concreta. L’ateneo di Bologna non perde occasione per rilasciare interviste autocelebrative, che millantano il proprio (presunto) successo nella gestione della didattica durante il lockdown, ma si sottrae a qualsiasi forma di dialogo con le richieste della comunità studentesca.  
I quasi tre mesi di quarantena appena trascorsi dimostrano l’estrema precarietà del mondo della formazione che, al di là di quello che si vuol far credere, ha subito un vero e proprio arresto durante questa epidemia. Dopo decenni di riforme scriteriate in nome della meritocrazia e della privatizzazione, sono venute al pettine tutte le contraddizioni che attanagliano tanto l’università quanto la scuola. E i provvedimenti attuati in questo periodo non sembrano minimamente cambiare rotta: è assente qualsiasi riflessione istituzionale rispetto al tema del welfare studentesco, non è stato programmato né un annullamento né una diminuzione delle tasse da pagare annualmente, tutto ciò in un contesto totalmente privo di qualsiasi servizio universitario. 

Perché dovremmo pagare somme spropositate di tasse universitarie nel momento in cui è totalmente scomparso il servizio mensa e siamo impossibilitati ad usufruire delle sale studio? Come si può da un lato dichiarare di volere incentivare il rientro degli studenti in città, ma dall’altro non curarsi minimamente di erogare alcuna forma di reddito? Denunciamo anche il comportamento vergognoso di Er.go che, nel pieno di un momento di estrema difficoltà per studenti, studentesse e loro famiglie, ha decurtato in maniera arbitraria il 25% di molte borse di studio. I soldi delle borse sono una fondamentale necessità! La crisi sanitaria, sociale ed economica ha colpito fuorisede che hanno perso il proprio lavoro precario, le cui famiglie non possono permettersi di pagare un affitto a Bologna. Come si possono ignorare in questo modo quelle che sono le condizioni di vita di migliaia di studenti e studentesse? 

Riteniamo questa situazione insostenibile e, dato che è palese la volontà di ignorare le nostre richieste, oggi siamo venuti fisicamente a bussare alle porte dei diretti interessati rispetto alla gestione dell’Università di Bologna pretendendo delle risposte.
Unibo: Niente servizi? Niente tasse!Er.Go: caccia i soldi!

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