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A UNIBO LE NOSTRE TASSE NON BASTANO! CHIEDONO ANCHE IL 5X1000!

Oltre al danno anche la beffa!
Mentre l’ Alma Mater intrattiene rapporti con Eni e riceve le tasse di migliaia di studenti e studentesse, seppur in assenza di servizi, arriva a chiedere il 5×1000 “per un futuro più sostenibile”.

Continua il silenzio assoluto e l’immobilismo dell’Università di Bologna di fronte a problemi ed esigenze di studenti e studentesse.
L’avidità dell’Unibo è disarmante: abbiamo, dall’inizio della situazione di lockdown, portato avanti la richiesta dell’annullamento della terza rata delle tasse universitarie ma l’Alma Mater si è limitata allo spostamento dei termini ultimi di pagamento, misura del tutto inefficace per le tasche di studenti e studentesse e delle loro famiglie.
A termini scaduti e a tasse pagate tuttavia nessun servizio ha ripreso a funzionare a dovere.
Si continua a pretendere che studenti e studentesse conseguano criteri di merito senza però far ripartire l’attività di aule studio, di un prestito bibliotecario efficiente e di misure agevolative per coloro che sono stat* costrett* a tornare nei propri comuni di residenza.

Proprio quando abbiamo pensato che la sete di denaro dell’Unibo avesse raggiunto un apice inaccettabile, al danno si è aggiunta la beffa: è da poco iniziata la campagna pubblicitaria per invitare a donare il 5×1000 a una delle istituzioni formative più ricche d’Italia: si chiedono ulteriori finanziamenti ai privati con il pretesto di investire in una ricerca di alto livello mirata alla sostenibilità ambientale.
L’Università di Bologna ancora una volta cerca di presentarsi come un campione di ambientalismo e innovazione ecologica, ma tace riguardo ai propri rapporti strategici ed economici con Eni.

Dalla partneship con una delle maggiori compagnie petrolifere d’Europa e conclamata autrice di devastazioni ambientali dalla portata devastante, in Italia come in Nigeria, nasce infatti, lo scorso anno, un corso di laurea magistrale in Offshore Engineering al campus Unibo di Ravenna.

Sete di denaro e greenwashing: questa è Unibo, che anche in una situazione di crisi non smette di speculare su corpi e territori.

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