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Obscene Talk – La Camera Di Valentina ep. 4

La Camera Di Valentina
parte 1
parte 2

Giulia:

Stavo pensando a tutti i vari esempi che hai fatto sull’arte erotica e di come nel passato ci fosse un accettazione del nudo diversa rispetto alla concezione vigente. L’immaginario che c’era nel mondo antico e classico del nudo veicolava una rappresentazione del nudo violento, una rappresentazione della donna in maniera molto violenta, una donna succube. A me viene in mente il marmoreo del Canova di Dafne e Apollo in cui Dafne scappa e pur di non essere presa da Apollo diviene un albero e lì però riproducendo una costrizione e una violenza era comunque accettato e riproduceva un’immaginario di quel tipo invece gli artisti che hai nominato tu, del ‘900, quindi Courbet e Schiele, in particolar modo, e Klimt vennero taciuti o comunque repressi, in un certo modo oscurati: è successo quando loro erano in vita ma è successo anche recentemente, mi pare un paio di anni fa a Vienna (abbiamo controllato e c’è un errore! Il fatto di cronaca a cui ci riferiamo è questo : https://www.lastampa.it/cultura/2018/10/10/news/se-londra-censura-klimt-e-schiele-1.34051626 e le opere di Schiele vennero oscurate dalla metropolitana di Londra con la frase “SORRY, 100 years old but still daring today, ovvero, Siamo spiacenti, hanno cento anni sono ancora troppo audaci”) le opere di Schiele vennero oscurate. La mia riflessione è che il nudo in questa epoca, quello che evoca un immaginario positivo, un accettazione del proprio corpo, un autodeterminazione dei corpi viene ovviamente represso: ai giorni nostri Instagram è l’ennesima censura perché quando c’è un corpo che veicola un immaginario positivo viene oscurato quando invece siamo bombardati di immagini di violenza ecc.. quelle immagini hanno il campo libero di poter essere riprodotte

Gea:

E’ bella l’osservazione che fai per quanto riguarda il Canova perché quello è né più né meno un episodio di stupro però ovviamente sia perché è la lavorazione del marmo sia perché era un racconto mitologico, aveva tutti i crismi per essere elogiato e ammirato e amato. Tutt’oggi è così ma effettivamente è un opera che merita a prescindere dalla storia in sé per sé. Non ho una risposta a quello che dici però mi fa pensare ad un approccio totalmente diverso per affrontare le tematiche che vanno dalla violenza al sesso alla morte. Nell’antica Grecia, per esempio, la donna e quindi la donna-corpo-di-donna era il mistero assoluto e in quanto mistero faceva paura, era più vicina alla morte che alla vita: l’idea di entrare nel corpo di una donna era più una cosa da ultimo viaggio che non tanto l’idea di sesso come rigenerazione di vita. Questa cosa non impediva però di creare della pornografia: c’è da fare la distinzione tra arte erotica e pornografia però sono due sorelle, la differenza sta nel fatto che l’arte erotica può essere anche evocativa mentre la pornografia è esplicita e senza fronzoli ma una cosa è dentro l’altra. Nell’antica Grecia c’era un atteggiamento positivo anche a tematiche negative che erano tematiche sconosciute: il sesso e la donna, che era così misteriosa da penetrare sia materialmente che metaforicamente, altro non era che l’espressione di un atto sessuale quindi non si conosceva ma si attraversava e il mistero magicamente era risolto. Quello che comunque faceva paura veniva in ogni caso rappresentato, la rappresentazione serviva proprio ad esorcizzare questa paura. Oggi che abbiamo tutti i mezzi per essere quanto più liberi possibile ci sono tutte queste cose che mi dicevi tu: il corpo femminile è estremamente sessualizzato.

Questa cosa del #freethenipples che si vede sui social, in quanto è assurdo che un capezzolo femminile debba sconvolgere molto più di un capezzolo maschile e di conseguenza abbondino le immagini di uomini nudi, a mezzo busto, nulla di particolarmente esplicito, in questo caso va bene mentre una donna a mezzo busto viene censurata. E’ una contraddizione infinita che continua ad essere irrisolta perché poi ovviamente molti creativi e artisti si chiedono allora se valga la pena rimanere su queste piattaforme, la maggior parte dicono si perché è un mezzo di divulgazione importante, e quindi rimane una contraddizione irrisolta. Oggi che il corpo può essere raccontato anche per includere narrazioni differenti, corpi grassi, corpi disabili, corpi con colore della pelle diversa, sorgono i più grandi problemi che ai tempi più remoti non si ponevano e questa è una contraddizione che resta e che probabilmente verrà risolta nel momento in cui cambierà il dialogo riguardo la pornografia: cosa viene considerato pornografico e osceno e cosa no, cosa nel limite del porno è sbagliato e cosa no e quindi anche la rivalutazione dei corpi al di là della pubblicità. Un altro aspetto da valutare è questo: il corpo che vende con un determinato standard va bene (ti puoi mettere a 90 e va bene, noi ci facciamo una foto con i capezzoli all’aria veniamo bannate) e quindi il problema rimane una questione di capitale.

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