#38occupato – SALUTE PSICOLOGICA : LA MORSA DEI RICATTI – PER UN’UNIVERSITÀ E UNA CITTÀ LIBERE DALLE OPPRESSIONI DELLA NORMA

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#38occupato – SALUTE PSICOLOGICA : LA MORSA DEI RICATTI – PER UN’UNIVERSITÀ E UNA CITTÀ LIBERE DALLE OPPRESSIONI DELLA NORMA

4 Novembre @ 7:00 pm - 11:30 pm

“Buono a nulla”, “Fallito”, “Miserabile” sono parole che spesso hanno vagato per la mente di tanti di noi, accompagnate da quella beffarda, quanto impossibile da zittire, vocina nella nostra testa, che ci accusa di essere stati fin troppo autoindulgenti, davanti un esame sbagliato, all’ennesimo appello saltato, tutto ci sembra scorrere così dannatamente veloce, senza avere la possibilità di alcuna tregua, tra scadenze sempre più vicine, costantemente a disagio, divorati dall’ansia e della paura di un futuro precario e con l’ossessione di essere costantemente in ritardo, nella nostra corsa contro il tempo.
Non possiamo fare a meno di sentirci unichə responsabili dei nostri fallimenti e di portare il loro peso sulle spalle, da solə, poco importa se non abbiamo mai avuto la possibilità di fuggire dalla povertà, dalle pressioni di una società neoliberale e sanguisuga, di una società eteropatriarcale che fa del binarismo di genere e della violenza due dei suoi valori portanti. Una delle tattiche predilette, se non forse quella maggiormente usata, dalla classe dirigente è la “responsabilizzazione” dell’individuo, affinchè si senta l’unica causa dei suoi fallimenti, smarcando il sistema in cui viviamo dalla sua ferocia, del resto, come ci hanno sempre raccontato, portando all’estremo la già estremamente disgustosa romanticizzazione del sacrificio all’estremo, “se vuoi puoi”. La nostra vita diventa così una lotta all’ultimo sangue, tra ansia e consumo di sostanze eccitanti e antidepressivi, spesso prescritti con assoluta leggerezza, per poter reggerne i ritmi sempre più insostenibili, quasi come se fossimo degli automi, da poter spremere all’infinito o finchè ce ne sarà bisogno, lasciandoci strematə e prigionierə di una non-vita.
Competitività, futuro, successo, eccellenza, lavoro, stipendio vengono spacciate come le conditio sine qua non poter stare al mondo, l’unico mondo cui dovremmo ambire, quello del lavoro, quello del consumo.
Ma il mondo che vogliamo non è fatto di queste parole d’ordine e neanche la città e l’Università che vogliamo. Desideriamo essere protagonistə delle nostre vite, liberə dai ricatti, che siano morali, economici, temporali.
Vogliamo creare spazi di dibattito, di discussione, di confronto, riappropriandoci giorno dopo giorno di un pezzetto in più dello spazio universitario e urbano. Vogliamo creare saperi dal basso che sappiano darci strumenti per capire che il dolore e la sofferenza che ci vengono spacciati come la normalità non lo sono affatto.
Vogliamo saper riconoscere i nostri malesseri, capirne le cause e combatterle, non più da solə, ma tuttə insieme!
Per questo ci troviamo negli spazi di via Zamboni 38, che tornano ad essere occupati dai noi studentə, per risignificarli, per viverli nel presente senza arrendersi al loro futuro.
Lista deə relatorə in aggiornamento
A seguito performance musicale di bSERA e dj set Red Cheeks
Red Cheeks è il progetto artistico di Matteo Gori, Dj e studente di Psicologia. Red Cheeks sono i volti sudati ed euforici delle persone che ballano nel dancefloor, connesse dalla musica. House & Breakbeat, per creare un flusso sonoro che spezzi le barriere tra gli esseri dell’unica razza umana

Luogo

Via Zamboni, 38
Via Zamboni, 38
Bologna, Italia, Bologna 40126 Italia
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