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My “sweet” quarantine #3

22 anni, studentessa fuorisede e lavoratrice

Sto vivendo la mia quarantena allo studentato Carducci.
Ho scelto di rimanere qua perché sono originaria di Milano e tornare a casa in questa situazione non mi sembrava la scelta più giusta da fare, inoltre nonostante le varie restrizioni che Er.Go ci ha imposto, è sempre meglio che stare a casa con i miei genitori.
Adesso, pur volendo non potrei comunque andarmene, a seguito della chiusura totale ci è stato proibito spostarci. Quindi chi se ne era andato  non può più rientrare e viceversa, chi era rimasto non può più andare via. 
Ad alcuni ragazzi che volevano rientrare gli è stato proibito, e sono stati costretti a ritornare a casa. Una ragazza però, ad esempio, aveva problemi a casa e siamo riuscite a farla rientrare perché altrimenti non sapeva come fare.

Ora qui in studentato siamo circa 70 su 300.
Secondo Er.Go non potremmo muoverci dalla nostra camera. La camera è un monolocale molto piccolo con bagno, camera doppia e cucinotto.  Secondo loro dovremmo stare chiusi in camera da soli senza contatto, difatti è vietato andare nelle altre camere. Ma vivere chiusi in camera da soli ti fa uscire di testa, così noi ci spostiamo comunque cercando di restare in piccoli gruppi e non creando grossi assembramenti di persone.


Qui al Carducci non ci sono aree comuni eccetto il giardino e una stanza con i distributori automatici al piano terra, vicino la portineria.
All’inizio della quarantena andavamo in giardino a studiare ma adesso ci è stato vietato. Dicono che in giardino stanno facendo dei lavori e non si può andare, ma non è vero. Hanno paura che i vicini vedendoci lì possano denunciarci, anche se i vicini sono veramente pochi ed è difficile che possano vederci.
A pasqua, infatti, ci hanno permesso ci uscire tenendo, però, i toni bassi.

Ogni volta che usciamo per fare la spesa dobbiamo firmare un foglio con orario di uscita , entrata e motivazione. Ci hanno anche detto di tenere da parte gli scontrini perché potrebbero richiederli e se non dimostriamo che siamo usciti per una motivazione valida possono denunciarci.
Una mia amica era uscita per cambiare aria perché non si sentiva molto bene ed è rimasta a casa di amici… ha firmato il foglio con l’orario di uscita e quando è rientrata, il giorno seguente, secondo le direttive di Er.Go non sarebbe potuta rientrare. Il guardiano non si è sentito, giustamente, di lasciarla per strada e ha chiuso un occhio, ricevendo anche un ammonimento da parte di Er.Go.!

Con Er.Go abbiamo rapporti solo via mail. L’unico rapporto che potremmo avere è quando vengono ad effettuare i controlli ma fino ad ora non è mai successo. I controlli vengono svolti sempre dai guardiani.
Dopo la mail che ci invitava ad andarcene hanno mandato un altra mail in cui tentavano di chiarire il fatto che quello era solo un consiglio.
Il loro scopo era cercare riutilizzare le camere e predisporle in modo da tenere una sola persona per stanza così che fosse possibile mantenere le distanze di sicurezza. Però così è infattibile, non si può restare chiusi in una camera per più di un mese senza vedere nessuno.
Inoltre, tanti ragazzi e ragazze pensavano di tornare nelle loro stanze in tempi brevi così hanno lasciato tutto in studentato: libri, cibo nel frigorifero, vestiti.
Si vocifera che chi ha lasciato la camera completamente libera da ogni effetto personale riceverà una borsa di studio da “in sede” al posto di quella da “fuori sede”; anche se l’affitto dei mesi passati in studentato viene comunque garantito dalla borsa di studio, è una manovra strana dal momento che la borsa di studio da “in sede” comporta una quota molto minore rispetto all’altra. Però di questo non sono sicura, riporto solo le voci che girano per lo studentato.

A mio avviso l’unica cosa sensata fatta da Er.Go è stata quella di prorogare la data di scadenza per il raggiungimento dei crediti, dal momento che molti studenti non hanno avuto modo di studiare, seguire le lezioni e dare gli esami.


Anche gli esami online sono infattibili. Ho fatto un parziale a crocette con 15 domande in 16 minuti, non hai neanche il tempo di leggere e riflettere. Inoltre, per le nuove modalità di esame, chiedono di mostrare con la webcam, la camera o la stanza in cui ti trovi… e non è il massimo, magari ti ritrovi un prof. con pregiudizi che magari vede il poster di Che Guevara in camera e ti penalizza.

Rispetto alla mia situazione specifica, io prima lavoravo con  un contratto a tempo determinato, nel mese di febbraio però ho chiesto di diminuire le ore perché non riuscivo a sostenere lavoro e studio insieme. Così mi hanno fatto un contratto a chiamata che è entrato in vigore da marzo, e io con questo contratto non ho diritto a nulla, cassa integrazione, niente.
Al momento con i soldi messi da parte e la borsa di studio, bene o male, me la cavo. Certo è che se questa situazione dovesse protrarsi ancora per qualche mese mi troverei in difficoltà.

Comunque, tornando allo studentato, in generale posso dire di essermi sempre trovata bene, ho trovato un bell’ambiente, fatto amicizie e non mi pento di essere rimasta qua per la quarantena.
In realtà lo studentato me lo sto vivendo appieno solo ora perché prima tra la lavoro e università passavo tutta la giornata fuori.
Certo ci sono i soliti problemi, come che se organizzi una piccola festa in camera, qualcuno chiama subito la portineria o il fatto che non si può fumare in camera.
Per me è stata bella come esperienza per un anno ma non intendo rimanere qua. Con altre ragazze intendiamo trasferirci a luglio in un appartamento. Ci siamo informate e  sembra che possiamo lasciare lo studentato prima del previsto, l’importante è aver vissuto qua almeno 10 mesi. In questo modo ci ridanno indietro i soldi di luglio, o almeno così abbiamo letto ma non siamo totalmente sicure.


Vivere qua è stato bello, però è una cosa che si può fare solo per un anno.
Ti senti sempre controllata, non sei libera al 100% e sicuramente non è come vivere in un appartamento. Per portare un amico/a a dormire devi chiedere il permesso alla tua compagna di stanza, che in quel giorno deve essere assente, e farglielo firmare, lasciando il documento del tuo/a amico/a in portineria. Non sempre quando inviti qualcuno a casa per la notte hai tempo di far tutte queste procedure, è molto macchinoso e a 22 anni sinceramente non hai neanche voglia di chiedere i permessi per portare amici a casa.
Qua al Carducci poi siamo solo matricole, quindi il prossimo anno verremo spostati e smistati tra gli altri studentati. Ho sentito delle storie in cui ai ragazzi degli anni successivi al primo venivano proposte case da 7, 8 persone in stanze da 2 o da 3. Sinceramente non me la sento.
Bello il primo anno ma basta!

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