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Cultura dal basso

TIME IS OVER

Eccoci giunt alla quarta edizione di Piazza Studio Autogestita. Dalla prima volta che abbiamo messo in campo questo esperimento è passato quasi un anno, un anno in cui richieste, sogni, desideri e bisogni di student sono stati totalmente ignorati, sempre nel nome della produttività della nostra università, sempre nel nome della competitività che caratterizza Unibo, e più in generale l’ambiente accademico.

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CIAO SANTE

E' arrivata ieri, a fine giornata, la triste notizia della perdita di Sante Notarnicola. Dopo un anno vissuto all'insegna della sospensione del tempo storico, durante il quale ogni frammento delle nostre esistenze è stato fagocitato dal vortice pandemico, il tuo addio si è caricato di ulteriore reverbero nei nostri animi. Nella desolazione di questo presente, la tua storia così calda di vita ha sfondato la distanza fisica a cui siamo attanagliati, facendo esondare la potenza collettiva del ricordo sia di chi aveva avuto la fortuna di conoscerti tra le strade della nostra Bologna, sia di chi pur non avendoti mai visto ti aveva conosciuto limpidamente tra i versi delle tue poesie.

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La risignificazione dell’università parte da qui, parte da noi!

Ad un anno dall'evento che ha sconvolto le nostre esistenze e che ha messo in luce le contraddizioni latenti dei mondi che viviamo, ci ritroviamo ancora smarritə nella sofferenza cercando, a fatica, di continuare ad immaginare modi di vivere differenti che, nonostante la normalizzazione del dolore impostaci, riescano ad essere possibilità reali e non fantasie utopiche. L'università, uno di questi mondi, accantonata dal dibattito pubblico istituzionale è diventata per centinaia di migliaia di studentə, professorə, ricercatorə, dottorandə un non-luogo ancora più invivibile di quanto già non fosse prima della pandemia. L'ottica utilitarista e pienamente funzionale all'accesso al mondo del lavoro - a patto di eccellere e sgomitare - che l'universo formativo ha, non ha fatto che diventare ancora più palese. Ultima testimonianza di ciò sono le bozze di recovery plan messe in campo dal governo Conte e approvate dall'attuale governo Draghi. Ma l'Università è altro, l'università è tempo, è esistenze, è sete di socialità, di legami, di arricchimento. Ci chiediamo da mesi quali siano le modalità in cui poter risignificare anche con la pratica i luoghi universitari, il sapere, la conoscenza e la passione, continuando a tenere al primo posto la salute collettiva. Le risposte sono state fin da subito l'autogestione, l'autorganizzazione, l'autotutela, che combinandosi con i bisogni e i desideri delle soggettività che attraversano l'università creano spazi di possibilità, di azione, di bellezza. Per questo nasce, già sull'inizio dell'estate 2020, Piazza Studio Autogestita (https://cuabologna.it/2020/06/25/non-ci-accontentiamo-delle-briciole/), un modo di ritrovarsi, di confrontarsi di nuovo e di protestare per le ingiustizie subite fino ad allora, e che purtroppo non sono mai cessate, nonostante i lunghi mesi in cui momenti di agitazione, azione, iniziative in rettorato si sono susseguiti.

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Scheletri di ZeroCalcare, tra la difficoltà della periferia e le ansie dell’adolescenza

(Questo articolo può contenere qualche piccolo spoiler) E’ da qualche giorno uscito Scheletri, l’ultimo libro di ZeroCalcare, un autore che non ha certo bisogno di presentazioni. Dopo la pubblicazione dell’opera divisa in due volumi “Macerie Prime” (in cui vi è rappresentato il duro confronto con il diventare adulti e con …

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Salute e diritto allo studio non fanno parte del bilancio UniBo

Dopo le pressioni di studentesse e studenti, che per tre settimane consecutive hanno portato avanti proteste e contestazioni nella zona universitaria, tramite l’allestimento di un presidio continuativo in forma di un’aula studio autogestita all’aperto e a incursioni dentro al rettorato per esigere risposte concrete dall’amministrazione universitaria, quest’ultima si è ritrovata …

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A Pedro

In attesa dell'anniversario dell'uccisione di Francesco Lorusso dell'11 marzo, ci teniamo a ricordare un altro militante comunista ucciso dalla brutalità della forze dell'ordine italiane. Parliamo di Pietro Maria Greco, da tutti i compagni conosciuto come "Pedro", ammazzato nell'androne del palazzo dove risiedeva latitante a Trieste da uomini del Sisde (servizi segreti) il 9 marzo del 1985. Riportiamo una cronaca di quella giornata presa dal sito di controinformazione sulla repressione senzacensura.org

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Come, dove e quando vogliamo!

Ieri sera centinaia di studenti e studentesse hanno attraversato e vissuto lo spazio universitario di Via Zamboni 38 all’insegna della volontà di riappropriarsi non solo di spazi fisici, sempre più difficili da trovare, ma anche di spazi di possibilità e condivisione. La possibilità è quella di incontrarsi, di guardare i …

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