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In Val di Susa si riscrive la storia!

Valutazioni e prospettive del Campeggio di Ecologia Politica in Val di Susa (https://facebook.com/events/s/campeggio-di-ecologia-politica/318509075856539/?ti=icl)

Si è da poco conclusa una tre giorni all’insegna dell’ecologia politica in Val Susa, al termine della quale, purtroppo, il presidio permanente dei Mulini e le sue creature resistenti sono stati attaccati dalle forze dell’ordine. Nonostante queso il presidio resiste e continua a tenere viva e liberata una zona che, come molte altre, avrebbe dovuto essere spazzata via nel nome della velocità delle merci.

Il campeggio di Ecologia Politica è stata un’importante occasione di incontro, confronto, iniziativa e condivisione di idee, spunti e pratiche. Ciò che infatti ci interessava era proprio rivedersi, dopo questo anno del tutto particolare, e capire insieme, alla luce di una pandemia globale, come poter ricominciare a mettere in atto pratiche ecologiste che sappiano tener conto di quanto questo tema sia profondamente legato a tutte le altre lotte che hanno come terreno la riproduzione sociale, il lavoro, la razza, la generazione e il genere. 

Che il sistema-mondo così come lo conosciamo, non sia più un modello economico di sviluppo sostenibile lo sapevamo già, ciò che abbiamo visto essere cambiato è il ruolo che i movimenti sociali possono avere da qui in avanti, esso è un ruolo di immensa responsabilità, la responsabilità di non far sussumere alla controparte le nostre parole d’ordine, perchè lo sappiamo, una delle grandi capacità del capitalismo è quella di riuscire, dalle proprie crisi, a creare ancora sfruttamento e quindi ancora ricchezza per i soliti pochi. Non è questo il momento delle mezze misure, di accontentarsi delle briciole che vengono lanciate alle popolazioni che stanno già subendo questa enorme crisi economico-sociale, questo è il momento delle riappropriazioni – come la Val Susa ci dimostra -, dei blocchi, della rigenerazione urbana dal basso, della pretesa di salute e diritti, senza se e senza ma. E’ con pratiche come queste che sarà possibile riscrivere davvero la storia, che sarà possibile creare delle reti di solidarietà tanto forti da poter finalmente essere liberate dalle dominazioni cui dobbiamo sottostare ad oggi. 
Ciò sarà possibile ponendo al centro la salute, in tutte le sue sfaccettature, e l’autodeterminazione che non sia soltanto dei territori ma anche e finalmente dei corpi. 
L’autodeterminazione di corpi e territori, la tutela della salute, la decisionalità, in questo momento più che mai, possono esistere passando dalla pretesa di un reddito universale incondizionato e da una redistribuzione delle risorse che ponga veramente al centro il benessere. Non è più il tempo in cui poter accettare che centinaia di migliaia di euro vengano investiti in grandi opere inutili di qualsiasi sorta, in cementificazione o speculazione, questo è il momento di pretendere che delle priorità emergano e che si sappia che esse siamo noi, la priorità è la nostra Terra, i nostri corpi, le nostre città, i nostri mari, le nostre montagne, i nostri ecosistemi , la nostra alimentazione, l’aria che respiriamo!

Questa tre giorni ci ha decisamente dato una boccata d’aria fresca, ci siamo riconosciuti gli uni con le altre, abbiamo calpestato insieme i sentieri valsusini, maledicendo tutto ciò che la Tav rappresenta: morte, devastazione, inquinamento, estinzione, sovradeterminazione, sperpero di denaro. Ma se dalla loro parte ci sono filo spinato,cancelli e polizia, dalla nostra ci sono e ci saranno forza collettiva e voglia di cambiare realmente questo mondo. Voglia di vita, voglia di nuovi legami con la terra e con gli esseri viventi, voglia di vita degna e libera. 

E se di nuovo in questi giorni lo spazio liberato dei Mulini è stato messo sotto attacco noi siamo ancora qua, a resistere, ad attaccare, come dovunque ce ne sia bisogno. Ci rivedremo al Venice Climate Camp, un altro momento che ci potrà dare la spinta giusta e necessaria per affrontare un anno pieno di sfide. Ancora una volta lì, ci ritroveremo, condivideremo, impareremo e lotteremo insieme.

Vogliamo giustizia climatica e sociale, vogliamo diritto alla salute e al benessere, vogliamo soldi e dignità, e li otterremo!

“Il #MondoNuovo, almanacco del cambiamento”.
In questa puntata le voci del Campeggio di #EcologiaPolitica che si è tenuto a Venaus in #ValSusa dal 20 al 22 Luglio.
In questa puntata abbiamo letto e ascoltato:
Anna Torre – “Generazione”
Benegiamo, Dal Gobbo, Leonardi, Torre – “Ecologie politiche et justice climatique une perspective italienne”
Lionel Loueke – “Cantaloupe Island”
Interviste a cura di Salvo Torre
Radiodramma a cura di Anna.

 

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