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Obscene Talk – Giulia Zollino – Speciale Covid19

Ecco il podcast:

Per chi legge, segue la trascrizione:

  • Sex work e Covid-19. Cosa cambia? Quali sono i problemi? Quali le campagne che si stanno muovendo?

Il mercato sessuale è cambiato tantissimo: le presenze su strada si sono via via azzerate, gli annunci sui siti d’incontri sono diminuiti – su Escort Advisor hanno prodotto dei dati e dicono che da ventiquattromila annunci al giorno si è passati a milleseicento e questo la prima settimana di aprile – e anche la domanda è diminuita conseguentemente. È stato molto interessante leggere i siti di recensioni di clienti che portavano questo tema, c’erano tanti scambi e tanti consigli tra i clienti, non più sulla sex worker x o y… ma sul Coronavirus. Ad aumentare però è il telelavoro sessuale, quindi tutte quelle forme di sex work che si esercitano online, che vanno dalla vendita di foto, video, intimo, agli show in cam, passando per il sexting e le cosiddette “linee erotiche”: c’è però da fare una riflessione sul telelavoro sessuale, nel senso che non è accessibile a tutte. Serve internet, uno smartphone, un computer (okey non è strettamente necessario perché magari basta lo smartphone)… e poi questa forma di lavoro comporta una maggiore esposizione, devi essere pronta ad essere maggiormente esposta: anche in strada sei in qualche modo esposta, ma molto di meno. Non hai mai la certezza che i contenuti che tu vendi rimangano alla persona cui li vendi, quindi non tutte le persone vogliono iniziare a lavorare in questa modalità. Senza contare che serve un’alfabetizzazione digitale notevole, non è semplice orientarsi tra le varie piattaforme, i vari siti… e a questo proposito alcune associazioni, alcuni movimenti di sex worker, hanno prodotto o stanno producendo delle guide sul telelavoro sessuale per aiutare le più vulnerabili, le più marginalizzate e marginalizzati ad intraprendere questa nuova forma di lavoro. Questa situazione ha ridotto sicuramente moltissime lavoratrici e lavoratori in situazioni molto disastrose, non ci sono i soldi per mangiare, ci sono tanti casi di emergenza abitativa: la cosa positiva è che ci ha mostrato la presenza di vari movimenti, che già c’erano ma che adesso si sono consolidati.

Tu citavi prima la campagna lanciata da Ombre Rosse con il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, il MIT e tante altre Unità di Strada: una campagna di raccolta fondi lanciata su Produzioni dal Basso che, ad oggi [5/05, NdR], ha raccolto 14 176 euro, mancano ancora 14 giorni quindi si può ancora donare. È una cosa straordinaria. Queste campagne sono presenti però in tantissimi paesi, in Argentina c’è AMMAR (Asociación Mujeres Meretrices de la Argentina en Acción por Nuestros Derechos) che sta facendo un lavoro incredibile, in Spagna c’è OTRAS, a pro sex, c’è il Collettivo delle Prostitute di Siviglia, c’è la rete tra sex nella zona Sudamericana e dell’America Centrale, c’è […] in Inghilterra… Ce ne sono tantissime di organizzazioni! C’è un sito che si chiama Red Umbrella Fund nel quale c’è una lista delle iniziative in sostegno delle sex worker: se volete andare a cercare e dare un vostro aiuto, qui potete scegliere a chi donare. Su Instagram ho lanciato una nuova rubrica, una serie di dirette, che abbiamo chiamato “Puti Talks” nelle quali intervisterò varie sex worker, da varie parti del mondo, per capire cosa sta succedendo nel loro paese.

Per donare, clicca sul banner!

Giulia Zollino è educatrice sessuale, operatrice di strada e cura un profilo di divulgazione su Instagram.
Nel 2012 scappa da un paesino bigotto del profondo Veneto per studiare Antropologia a Bologna. Qui è dove inizia il percorso di scoperta di sé e della sua sessualità, che la porta all’Educazione sessuale prima e al Sex Work poi.

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