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CARLO E ARAFAT LIBERI SUBITO!

Stamattina, alle prime luci dell’alba, a Piacenza, c’è stato l’ennesimo attacco al movimento di classe emiliano, segnando di fatto, il sodalizio senza fine tra le forze dell’ordine e i padroni.

Divers* operai* della Tnt sono stat* portat* in questura, le loro case perquisite, due compagni del SiCobas, Carlo e Arafat, sono agli arresti domiciliari, ci sono 5 divieti di dimora, almeno 6 avvisi di revoca del permesso di soggiorno, 21 indagat* a cui potrebbero spettare misure di sorveglianza speciale, misure repressive di una violenza inaudita nei confronti di una manifestazione, durante la quale una carica unilaterale della celere ha cominciato a sparare lacrimogeni ad altezza d’uomo.

Al danno, si aggiunge anche la beffa, saranno costretti a pagare una multa salatissima di circa 13.000 euro per aver fatto degli assembramenti, dimostrando il paradosso dietro le regolamentazioni sugli assembramenti che diventano punibili solo se fatti da operai che chiedono i diritti che sono stati loro sottratti, mentre sul luogo di lavoro sono ben accetti.

È palese che si tratti di un attacco che va al di là di punizioni indoviduali, ma piuttosto di una rappresaglia contro tutto ciò che il movimento operaio piacentino e non solo ha posto in essere negli anni: solidarietà, riscatto, antirazzismo, antisessismo e libertà. Tutto ciò non si fa intimidire dalle vili gesta di questi giorni e dalla criminalizzazione costante di compagn* che ogni giorno mettono i propri corpi in prima linea nella lotta allo sfruttamento e alle ingiustizie sociali.
Tutto ciò che si è costruito fino ad adesso non è scalfito di un solo centimetro dal sistema repressivo, braccio armato del modello di sviluppo che sfrutta, estrae, confina e distrugge!

A* compagn* colpit* da queste forme di repressione va tutta nostra solidarietà,
Carlo e Arafat liberi subito! Tutt* liber*

Adelante!

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Con l’esperienza della Piazza Studio Autogestita abbiamo in tantə parlato di cosa sia l’Università e di come metterla a critica e soprattutto di cosa poter fare, organizzandoci, per scardinare le logiche vigenti, per rendere l’Università qualcosa dove poter discutere, dibattere, condividere e creare saperi nuovi senza alcun giudizio o imposizione, senza nessun ricatto economico basato sul tempo e le continue ansie che ne derivano, qualcosa che possa essere davvero accessibile a tuttə, sia a livello fisico che cybernetico e che sia una scelta e non un obbligo morale per formarsi al lavoro. Per porre il nostro primo attacco in questo campo di battaglia abbiamo quindi deciso di iniziare riprendendoci dello spazio, per riappropriarci oltre di questo anche del nostro tempo e poter vivere entrambi secondo le nostre necessità e i nostri desideri. Perciò la Piazza Studio Autogestita ha trovato una casa ed abbiamo occupato un plesso con dei giardini di proprietà di Unibo, dove poterci trovare, autogestire, confrontare e studiare assieme, nell’autotutela collettiva, al grido di “Quello che non ci date noi ce lo riprendiamo!” Così dalla Piazza Studio Autogestita e poi Occupata è nato SPLIT-Spazio Per Liberare Il Tempo, un luogo che non vuole chiudersi in se stesso, ma aprirsi alla comunità studentesca ed essere fucina di idee ed iniziative, per espandere orizzonti e mobilitazioni e riprenderci lo spazio, il tempo e i soldi che ci sono stati sottratti. Time Lapse, la campagna per la liberazione del nostro tempo, di cui l'occupazione è solo una tappa è solo all'inizio, vogliamo tutto!

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