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TIME IS OVER

Eccoci giunt alla quarta edizione di Piazza Studio Autogestita. Dalla prima volta che abbiamo messo in campo questo esperimento è passato quasi un anno, un anno in cui richieste, sogni, desideri e bisogni di student sono stati totalmente ignorati, sempre nel nome della produttività della nostra università, sempre nel nome della competitività che caratterizza Unibo, e più in generale l’ambiente accademico.

Ciò di cui più di tutto questa pandemia ci ha fatto rendere conto è stato quanto, anche di fronte alla sindemia in cui siamo immers, gli imperativi per il mondo e modo di vivere in cui siamo, rimangano sempre gli stessi: sfruttamento, profitto, competitività. A tutto questo, ciò che vogliamo continuare a fare, è contrapporre pratiche diverse di vivere ed attraversare i luoghi che decidiamo di abitare e all’interno dei quali intendiamo costruire radici, rapporti liberi e liberati, modi alternativi di percepirci, in relazione con l altr, mettendo al primo posto la salute, l’autotutela collettiva, il sapere per il sapere, e rendendo il nostro tempo, qualcosa che valga davvero per noi, e non qualcosa di monetizzabile e vendibile.
E se c’è qualcosa di cui pensiamo sia necessario riappropriarci è proprio il tempo. Tempo che ci è stato sottratto durante questa pandemia, tempo di vita, tempo vissuto realmente e non messo a servizio di qualcos’altro. Proprio per questo oltre che metterci insieme a studiare in piazza, mettendo in comune tutto il disagio e la sofferenza che la dad, così com’è stata messa in campo, ci ha provocato – vivendo molt di noi in condizioni abitative pessime e/o precarie -, abbiamo pensato di dare un valore diverso anche al tempo della lezione universitaria, cominciando mesi fa il ciclo di Lezioni in Piazza Studio Autogestita, momenti grazie ai quali abbiamo realmente potuto vivere diversamente un tempo che è stato solo nostro, e in cui abbiamo potuto attraversare le strade della zona universitaria in maniera sana, in maniera altra da quella che contempla il dualismo malato all’interno del quale si pensa di non poter creare alternativa: quello tra militarizzazione e nichilismo.

Ora ripartiamo da qui, ripartiamo da come viviamo il tempo e da come attraversiamo lo spazio, per risignificare l’università, per restituirle il valore che dovrebbe avere: tempo di vita, spazio di possibilità, di crescita, di arricchimento, di potenziamento del sé, svincolandola da ogni funzione utilitaristica che assume sempre di più e di cui le bozze di Recovery plan elaborate dal Governo Conte e approvate da Draghi sono testimoni. Ripartiamo però anche dalla necessità di non rimanere inascoltat, dai bisogni reali che ci schiacciano da ben prima della pandemia, e mettiamo i nostri corpi nuovamente in movimento affinché Unibo si renda conto che la lancetta batte veloce e sta scadendo l’ora limite che ha per ridarci tempo, spazio e denaro!

Vogliamo un’università libera dai ricatti temporali ed esistenziali dei cfu e che metta da parte la logica del calcolo delle tasse a partire dall’isee familiare dei due anni precedenti.
Vogliamo un’università in cui le borse di studio non diventino motivo di ansie, stress e nel peggiore dei casi di morte.
Vogliamo un’università in cui se viene aperto un bando covid per aiutare le persone in difficoltà, questo non sia una finta soluzione di facciata, ma una possibilità reale per tuttə.
Vogliamo un’università che non pretenda il pagamento di tasse esorbitanti, dimezzando o annullando i servizi offerti.
Vogliamo un’università che non usi più la salute e la pandemia come scusa per chiudere spazi e azzerare possibilità di confronto e apertura, ma che tramite strumenti di allargamento come può essere la dad riesca a connetterci realmente, e non dividerci sulla base del reddito e delle possibilità di vivere o meno nelle città in cui abbiamo deciso di studiare e mettere radici.
Vogliamo un’università che non metta costantemente a valore il nostro sapere o che tenda a normare i nostri comportamenti e i nostri corpi.
Vogliamo un’università che sia costruita a partire da noi, dai nostri tempi, dai nostri sogni, dai nostri desideri.

PER AVERE INFORMAZIONI SULLE LEZIONI IN PIAZZA E SU PIAZZA STUDIO SEGUI IL CANALE TELEGRAM AL LINK

Lezioni in Piazza Studio Autogestita

21 Aprile ore 17.00
“Tracce della Resistenza tra storia e memoria”
Ne parliamo con Alberto De Bernardi (UniBo) e Archivio Via Avesella

30 Aprile ore 17.00
“Critica femminista e riproduzione sociale: le relazioni di potere nella società neoliberale”
Ne parliamo con Paula Rudan (UniBo)

4 Maggio ore 17.00
“Insegnare (e vivere) ai tempi del virus”
Ne parliamo con Federico Bertoni (UniBo) 

Leggi anche:

INCHIESTA DALLA PIAZZA STUDIO AUTOGESTITA: PERCHE’ OCCUPIAMO

Con l’esperienza della Piazza Studio Autogestita abbiamo in tantə parlato di cosa sia l’Università e di come metterla a critica e soprattutto di cosa poter fare, organizzandoci, per scardinare le logiche vigenti, per rendere l’Università qualcosa dove poter discutere, dibattere, condividere e creare saperi nuovi senza alcun giudizio o imposizione, senza nessun ricatto economico basato sul tempo e le continue ansie che ne derivano, qualcosa che possa essere davvero accessibile a tuttə, sia a livello fisico che cybernetico e che sia una scelta e non un obbligo morale per formarsi al lavoro. Per porre il nostro primo attacco in questo campo di battaglia abbiamo quindi deciso di iniziare riprendendoci dello spazio, per riappropriarci oltre di questo anche del nostro tempo e poter vivere entrambi secondo le nostre necessità e i nostri desideri. Perciò la Piazza Studio Autogestita ha trovato una casa ed abbiamo occupato un plesso con dei giardini di proprietà di Unibo, dove poterci trovare, autogestire, confrontare e studiare assieme, nell’autotutela collettiva, al grido di “Quello che non ci date noi ce lo riprendiamo!” Così dalla Piazza Studio Autogestita e poi Occupata è nato SPLIT-Spazio Per Liberare Il Tempo, un luogo che non vuole chiudersi in se stesso, ma aprirsi alla comunità studentesca ed essere fucina di idee ed iniziative, per espandere orizzonti e mobilitazioni e riprenderci lo spazio, il tempo e i soldi che ci sono stati sottratti. Time Lapse, la campagna per la liberazione del nostro tempo, di cui l'occupazione è solo una tappa è solo all'inizio, vogliamo tutto!

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