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Molto più di una casa!

Si è conclusa oggi una tre giorni di riappropriazione, discussione e incontri sulle lotte abitative #CASEMATTE* (https://fb.me/e/25smRVl4E) tenutasi a Pisa in uno spazio occupato temporaneamente…da un convento ad una casamatta è un attimo! Un’iniziativa di confronto sulle tematiche sollevate dall’emergenza abitativa in cui stiamo ripiombando a seguito della pandemia e che non si era mai esaurita neanche prima dell’epidemia da covid19.Le assemblee che si sono susseguite in questo fine settimana hanno chiarificato una cosa: abitare non significa soltanto avere un tetto sopra la testa. Abitare significa indipendenza, autonomia, stabilità, autodeterminazione. Abitare non è soltanto la garanzia di sapere dove andare a dormire, perchè purtroppo, spesso – come ci ha dimostrato il lockdown – le nostre case sono state anche le nostre prigioni. Come per lə tantə giovani costrettə dai ricatti economici della famiglia, come per tante donne intrappolate da compagni violenti, come per soggettività non conformi o lgbtqia+ rifiutate o cacciate fuori. Abitare significa esistere: non sopravvivenza ma vita.

Per noi lotta abitativa significa infatti dare battaglia per una vita differente. Significa non accontentarsi di una casa che cade a pezzi, significa sapere di poter desiderare di più. Lotta abitativa significa pretendere spazi safer, pretendere di attraversare le piazze e le strade delle nostre città senza abbandonarsi al nichilismo o al consumo, significa la pretesa di un presente che sia bello, non soltanto degno, significa rifiutare un futuro opprimente e incerto che ci viene raccontato come una meta per la quale dover essere dispostə a tutto, a sgomitare, a competere e a primeggiare. Lotta abitativa significa uscire dall’incasellamento di categorie che ci stanno strette e che ci dividono: non siamo solo studentə, lavoratorə, figliə, siamo giovani precariə che pretendono di non arrendersi alla norma, all’istruzione superiore come unico modo per raggiungere il lavoro, l’unico mezzo per poter accedere ad una vita dignitosa. Lotta abitativa vuol dire desiderare di uscire dal margine e pretendere di riempire il centro, abbattere questa dicotomia e spezzarla. Significa riappropriarsi delle periferie e del centro, significa creare reti di solidarietà, senso di comunità, divincolarsi e uscire dai ricatti in cui le maglie del sistema – che si concretizzano ogni giorno tramite strumenti come istituzioni o repressione – ci costringono sempre di più.

La grandezza di giornate come queste risiede nell’incontro e nel confronto, nella possibilità di discutere riconoscendosi lə unə nei bisogni e nei desideri dellə altrə, nell’uscire dall’isolamento, ormai condizione di vita non solo legata al distanziamento fisico impostoci durante i mesi più feroci della pandemia, nell’immaginare nuovi mondi in cui abitare e in cui desiderare una bella vita.Vogliamo molto più che una casa!

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