Home / Recenti / Per Adelina Sejdini Rabbia e Rancore

Per Adelina Sejdini Rabbia e Rancore

Da giorni piangiamo con il cuore carico di rabbia e rancore la morte di Adelina Sejdini, attivista che con estremo coraggio aveva denunciato i suoi sfruttatori, ribellandosi alla coercizione alla prostituzione, mettendo a nudo la violenza e la brutalità della tratta.

Col soprannome di Adelina 113, è stata un punto di riferimento per la lotta al traffico sessuale in Italia.
Lo Stato italiano la convinse, tempo fa, a denunciare, assicurandole protezione ma lasciandola poi sola come un fantasma.
I suoi appelli sono caduti nel vuoto e nel silenzio assordante delle istituzioni. Ha deciso di togliersi la vita gettandosi da un cavalcavia, nella notte tra sabato e domenica, sotto il diluvio romano.
A spingerla, gettandola nel vuoto, sono stati le mani delle istituzioni che per anni l’hanno abbandonata e che ora piangono la sua morte; le loro, lacrime di coccodrillo.
I suoi assassini hanno tanti nomi, tanti volti. Il primo, un sistema sanitario nazionale che nega le cure, il sostegno e il supporto a chi come lei soffriva di tumore.


Ad ucciderla, la violenza razzista dell’apparato burocratico statale che nonostante i suoi 23 anni le ha negato, fino all’ultimo, la possibilità di poter ottenere la cittadinanza italiana – che le avrebbe permesso di avere un alloggio popolare, sussidi economici e di sostegno che spettano alle soggettività disabili, come la pensione di invalidità e l’accompagnamento.
Per lanciare un disperato segnale, anche questo inascoltato, si era data fuoco davanti ai palazzi del potere, ottenendo come unica risposta un foglio di via.
La calata degli avvoltoi affamati non si è fatta poi attendere: diverse attiviste SWERF prima hanno strumentalizzato la sua storia, lasciandola, poi, completamente sola. Ora che è morta, senza ritegno alcuno, continuano a sfruttarla confondendo volutamente e con pochissima onestà intellettuale, le vittime di tratta con l* sex workers, invisibilizzandol* e calpestando il loro desiderio di autoderminazione.

È arrivato il momento della resa dei conti, della presa di responsabilità, dietro la sua morte ci sono lo smantellamento del welfare e della sanità, le oscene leggi sull’immigrazione – il cui unico obiettivo è tenere in ostaggio le soggettività migranti con continui ricatti, come quello del permesso di soggiorno – e lo stigma, alimentato proprio dal* attivist* SWERF.

E per te, Adelina, per chiunque non abbia voce, si alza il nostro grido altissimo e feroce!

Leggi anche:

QUESTIONE DI PRIORITÀ!

È notizia di qualche settimana fa quella della volontà dell’Unibo di partecipare ad un bando …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi