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IN MAROCCO E’ CACCIA AGLI OMOSESSUALI. Una strage taciuta

E’ notizia di questi giorni che in Marocco sia iniziata una vera e proprio “caccia agli omosessuali”.
Il 13 aprile la notissima influencer Sofia Taloni (donna transgender che però pare aver sempre manifestato la sua accanita omofobia) si è resa artefice di una vera e propria strage: attraverso una diretta Instagram ha incitato tutti i suoi follower (500.000+) a iscriversi ai siti di incontri per persone omosessuali e bisessuali con un account falso per “smascherare” tutti gli uomini presenti su quelle piattaforme. Qualche giorno prima di insegnare ai suoi follower come trovare persone gay tramite le app, lei stessa aveva utilizzato questa tecnica in diretta instagram minacciando un collega: “Confessa che sei gay e ti lascio andare a dormire, se togli il live pubblicherò le tue foto su grindr, l’app dei froci, così lo sapranno tutti. Allora sei gay? Il ragazzo che volevi scopare su grindr è un mio amico, ho tutte le chat. Le faccio vedere se non confessi. Allora sei gay?”

Le foto di questi ragazzi sono poi state fatte circolare sul web e su molti gruppi facebook, ovviamente senza il loro consenso, andando a lederne la privacy e l’incolumità. Si contano più di 90 profili pubblicati e le conseguenze sono arrivate subito.  A causa di questo fenomeno molti di questi ragazzi sono stati cacciati di casa, hanno perso il lavoro e molto spesso hanno subito abusi, sono stati accertati almeno cinque suicidi. In una situazione in cui non vi è la libertà di esprimere il proprio orientamento sessuale chi lo fa, oltre a subire pene di reclusione, molto spesso può essere vittima di pestaggi e addirittura di “omicidio d’onore”. Essendo il Marocco, come la maggior parte del mondo, in quarantena la situazione è drastica. Chi si ritrova per strada e non ha dove andare deve fare i conti con la polizia, che è nota per le sue violenze disumane, e in questo preciso momento gli abusi in divisa sono ancora più diffusi e invisibili. In Marocco l’omosessualità è punibile con la reclusione dai 6 mesi ai tre anni (art. 489 del codice penale) e non esistono norme contro la discriminazione basata sull’identità sessuale, e il solo utilizzo di siti come grindr è perseguibile.

La comunità LGBTQIA marocchina si è attivata affinché il video dell’influencer venisse segnalato così come il suo profilo. Tuttavia ormai il video aveva già fatto il giro di tutti i canali social, infatti la pericolosità del web sta anche nel fatto che una volta reso pubblico un contenuto, esso non appartenga più alla persona che l’ha immesso nella piattaforma. Le stesse associazioni LGBTQIA stanno anche facendo il possibile per aiutare le persone coinvolte, nonostante la quarantena, invitando a dare disponibilità di accoglienza ai ragazzi cacciati di casa, e attivando numeri di supporto psicologico. Inoltre stanno raccogliendo, tramite un foglio condiviso, tutti i post pubblicati in modo da poter riconoscere le persone che stanno divulgando i profili grindr, sperando di riuscire a fermarle.

Questo fenomeno vede un vigliacco silenzio da parte dei principali media europei che non fanno neanche accenno alla situazione marocchina. È presente infatti solo qualche articolo in siti di informazione indipendente.
Quella che sta accadendo in Marocco ora non è solo una gogna mediatica in cui vengono diffusi video e informazioni personali senza il consenso dei protagonisti al solo scopo di renderne pubblica l’identità; si tratta di un vera e propria strage taciuta che sta cambiando e distruggendo delle vite.
Forme di violenza di questo tipo sul web sono estremamente diffuse ai giorni nostri, anche in Italia qualche settimana fa sono stati scoperti una serie di gruppi telegram che contavano più di 40.000 iscritti in cui vengono rese pubbliche foto e video di donne senza il loro consenso.

La solidarietà di tutte e tutti noi si spinge oltre il Mediterraneo e si stringe a tutte le persone coinvolte e alla comunità LGBTQIA che si spende quotidianamente affinché mai più e da nessuna parte del mondo succedano cose di questo genere.
Quando riceviamo notizie come questa la rabbia è tanta e ci fa sentire impotent*, ma ci rende ancora più consapevoli che il momento di lottare non cesserà finché tutte le soggettività oppresse non saranno libere; finché violenze di questo tipo non siano riconosciute e combattute collettivamente.

“Y AHORA QUE ESTAMOS JUNTAS, Y AHORA QUE SÌ NOS VEEN, ABAJO EL PATRIARCADO SE VA A CAER SE VA A CAER, ARRIBA EL FEMINISMO QUE VA A VENCER QUE VA A VENCER!”

Sitografia dell’articolo:

https://mobile.telquel.ma/2020/04/17/victimes-dune-campagne-de-chasse-aux-sorcieres-les-homosexuels-marocains-craignent-pour-leur-vie_1680058

– https://www.welovebuzz.com/et-pendant-ce-temps-les-followers-de-sofia-taloni-se-dechainent-sur-une-application-de-rencontre-pour-homosexuels/

– https://www.pinknews.co.uk/2020/04/18/morocco-gay-men-terror-naofal-moussa-sofia-talouni-ltrans-woman-outed-gay-dating-apps/

– https://www.insider.com/moroccan-instagram-influencer-moussa-gay-men-outed-adam-eli-2020-4

– https://www.h24info.ma/maroc/la-communaute-lgbt-marocaine-cible-dune-chasse-aux-sorcieres/

– https://www.gaypost.it/outing-marocco-influencer-sofia-talani/amp

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