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LE STRADE SICURE LE FANNO LE DONNE CHE LE ATTRAVERSANO

La notte del 3 marzo è scomparsa la giovane londinese Sarah Everad, il suo corpo è poi stato ritrovato una settimana dopo. E’ accusato di averla rapita e in seguito ammazzata l’ufficiale di polizia Wayne Couzens.
Dopo questa notizia la rabbia di tutte quelle soggettività che ogni giorno subiscono violenze di genere, è esplosa 13 marzo in un presidio a Clapham, il quartiere dove era sparita Sarah, dove la polizia ha caricato violentemente le manifestanti utilizzando come giustificazione il mancato rispetto delle norme anticovid. Utilizzare la scusante del covid19 per perpetrare violenza dimostra quanto sia ancora radicato il concetto di “protezione” da parte delle forze dell’ordine, che, in questo caso, per contenere i contagi sono legittimati a manganellare centinaia di donne.

Questo è frutto delle politiche che affrontano la violenza di genere sempre e solo con logiche securitarie, proponendo di aumentare il potere e la presenza della polizia nello spazio pubblico, anziché occuparsi del problema strutturale della violenza di genere.
Questo episodio è l’ennesima dimostrazione di come la violenza patriarcale venga incarnata dagli uomini in divisa, che anche in Italia vengono difesi da leggi e tribunali. Vediamo per esempio come Maya, compagna di Torino che 3 anni fa fu aggredita da un poliziotto, 2 giorni fa si è dovuta sedere a processo acconto a lui accusata di oltraggio.

Siamo stanche di avere paura quando camminiamo per strada e incrociamo una volante, siamo stanche di non essere mai credute e siamo stanche che ogni giorno vengano ammazzate le nostre sorelle in italia e nel mondo. Siamo al fianco delle donne che stanno lottando in Inghilterra e nel resto del mondo contro violenza di genere e femminicidi , perché la loro rabbia è anche la nostra!

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