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SIAMO NOI – E NON VOI – A RITENERE QUESTI COMPORTAMENTI INACCETTABILI!

Una premessa. I muri della Zona Universitaria da sempre parlano di lotte passate e presenti, di partigianə di ieri e di oggi, di bisogni, di desideri, di vita bella. Questa è l’essenza di uno scorcio di città che va ben oltre la mera scenografia, ma che diventa a tutti gli effetti protagonista della quotidianità politica bolognese, che si riscopre parte dello stesso nostro cordone sociale, che si fa megafono per le nostre pretese, i nostri cori di rabbia, le nostre urla di gioia. Forse, proprio chi ha candidato i portici a patrimonio dell’UNESCO non dovrebbe ignorare la loro essenza mutevole.

Nel caso specifico poi, qualche sera fa il muro del Paleotti – proprio accanto al murales in memoria di Francesco Lorusso – ha preso parola contro un gravissimo accordo tra Unibo e il Ministero della Difesa: sotto il candido manto verde della rigenerazione urbana delle aree militari, l’università di Bologna si fa promotrice di una partnership volta a, come afferma lo stesso Magnifico Molari nella presentazione del progetto, “far nascere occasioni anche per le tesi di laurea, stage, laboratori, workshop e summer school, oltre che corsi di perfezionamento”.

E’ bene far chiarezza. La pratica della rigenerazione per noi tuttə è uno strumento che costantemente ci portiamo appresso tra le occupazioni, i lavori in quartiere, le lotte contro la speculazione edilizia e la cementificazione selvaggia. Ma a che fine viene propinata in questa occasione? Si fa presto ad affermare “l’uso per scopi civili e studenteschi di queste aree militari” nell’articolo in cui con somma indignazione viene maledetta la presa di parola comparsa in Zona Uni, ma all’interno di un altro grandioso contributo dello stesso rotocalco locale si può limpidamente leggere che “del progetto fanno anche parte tre aree che resteranno per la Difesa, qui le Caserme Verdi (esercito), le Basi Blu (marina militare) e gli Aereoporti Azzurri (areonautica militare)”. Ecco come la rigenerazione “dall’alto” si riveli pura messa a valore per i profitti e gli interessi del capitale, ecco come i tanto ostentati fini ecologici non siano altro che il piede di porco con cui aprire le aule universitarie all’esercito, alla guerra. E la maldestra pretestuosità delle giustificazioni poste dal rettorato meriterebbe tanti commenti, soprattutto in un presente martoriato dalla guerra, dalla corsa agli armamenti, dall’aumento della spesa militare. Non è forse così? Che vengano pubblicati chiarimenti su tale progetto, che vengano sviscerati i termini delle collaborazioni e degli enti con cui si vogliono intraprendere.

La frase tanto recriminata recitava – anzi, recita tutt’ora – “LA CULTURA DELLO STUPRO E’ IL PRODOTTO SANO DI UN MONDO MILITARIZZATO” e questa interconnessione tra i due macro temi deve aver fatto breccia del pudico cuore dei benpensanti. Stupro e guerra? Trasfemminismo e antimilitarismo? Ebbene si, il nostro nemico si compone di una pluralità di facce che coesistono perseguitandoci: è uno sfruttatore, è un machista, è un’estrattivista, è un guerrafondaio, è uno xenofobo. La giornata ignobile delle molestie di cui Rimini è stata vittima da parte degli alpini è un chiaro esempio di come la teoria della mela marcia faccia acqua da tutte le parti, è un interno mondo, sistema, ad essere marcio e l’albero va sdradicato per intero. L’azione con cui abbiamo voluto dar vita ad una Tett-oia resistente contro le molestie è stata portata avanti dai nostri corpi nudi e messi al centro, nudi e impressi su un muro, nudi e combattenti, resistenti.

Non bastano due bandiere della pace proiettate su piazza Scaravilli per potersi lavare la coscienza, oggi l’università sta ampliando i suoi accordi con gli enti della morte, propinando saperi di guerra, normalizzando una partenrship con gli eserciti. Non bastano due dichiarazioni per definirsi “impegnati costantemente nel contrastare la violenza di genere”, se ci si indigna per un’iniziativa contro le molestie.Siamo noi – e non voi – a ritenere questi comportamenti inaccettabili. I muri della nostra univer-città sono e rimangono vivi, scandalosi, pretenziosi.

Di seguito gli accordi tra Unibo e Difesa https://www.ilrestodelcarlino.it/…/riqualificazione… e la risposta del rettore Molari a seguito della nostra presa di parola ( che trovate sul sito negli articoli predenti) https://www.ilrestodelcarlino.it/…/universit%C3%A0-muri…

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